28 agosto 2009

A proposito di salvaguardia della laguna

 Quando da piccolo, in riva al mare, costruivo delle dighe di sabbia sulla battigia, passavo il tempo a vedere come la forza delle onde del mare cercavano uno sbocco per superare quella difesa. Naturalmnte il mare vinceva sempr, non oltrepassava la diga ma la aggirava allagando la parte pi bassa della sabbia. Ora, dopo la costruzione del Mose, quando si chiuderanno le paratie ed il mare premerà su di esse, chiaramente il mare cercherà uno sbocco. A fianco del Mose degli Alberoni attualmente c'è la zona pi bassa del Lido di Venezia. Albero- iii è appena a due metri sul livello del mare, la strada che dal mare porta in laguna è pianeggiante a differenza delle altre parti del Lido (Il Gran Viale è in salita verso le spiagge, i lungomari sono molto pi alti rispetto alle spiagge. Tutto il Lido, in quei punti, era una grande duna). Anche mettendo da parte la polemica ambientalista (nidificazione, piantagioni, paesaggio naturale ecc.) il problema è di difesa e salvaguardia della laguna e di Venezia. Non credo che il Consorzio costruttore del Mose con i milioni di euro a disposizione cada nel tranello di fare acqua nel momento di inaugurare la chiusura delle dighe mobili e quindi si premurerà di costruire, al posto della duna, non voluta dai bagnanti e dagli abitanti, magari una diga di protezione in cemento simile ai murazzi, Il Consorzio, per esperienza (vedi No Mose) non lo ferma nessuno. Bagnati, abitanti, meditate: meglio una duna naturale.
Risposta a Vaccari

Nella sua lettera ospitata in questa rubrica il lettore Gigi Vaccari fa riferimento ad una “democrazia utopistica” che non ammette la logica del fatto compiuto e dove i cittadini devono essere coinvolti in un confronto con le Istituzioni e quindi in un meccanismo di “tesi + antitesi “ che dovrebbe condurre ad una “sintesi” condivisa.
Nel momento attuale avviene qualcosa di molto diverso: oggi il cittadino, e spesso anche gli organi democratici istituzionali, non vengono coinvolti in progetti che invece passano velocemente sopra la loro testa.
Penso al progetto della sublagunare, progetto che non è neanche stato portato in Consiglio Comunale ma che è comunque diventato “opera di pubblica necessita’”.
Penso anche ad altri progetti di Grandi Opere come il M.O.S.E. , il Nuovo Palazzo del Cinema, la costruzione del Megatubo, la vendita dell’area ex Ospedale al Mare. Tutti progetti che volano sulle ali di “Leggi Obiettivo” piuttosto che di “Ordinanze presidenziali” o di “Conferenze di servizi” saltando o ignorando passaggi e verifiche previste dall’ordinamento democratico mettendo, così, Comune,Municipalità e cittadini di fronte a quel fatto compiuto che lei, signor Vaccari, giustamente considera inaccettabile.
Le ricordo che dietro a questi progetti di Grandi Opere ci sono Consorzi di Imprese che esercitano pressioni fortissime per realizzarli comunque e dovunque e che in qualche caso tirano in lungo le opere per incassare più denaro (vedi la disgustosa vicenda “Ponte di Calatrava”).
Bandiera Blu

Non vorrei sbagliarmi, e attendo qualche autorevole rettifica, ma da una piccola inchiesta che ho fatto mi sembra che la Municipalità del Lido non si sia mai interessata  dell'acqua di mare. E' stata  una fortuna.  Non vorrei che proprio per questo motivo il Lido ha guadagnato la bandiera blu....
Orecchie da mercante
Ho una grossa curiosità. Vorrei sapere chi frequentano i responsabili dell’abbattimento della pineta del Casinò.
Io immagino  che in questi giorni non si facciano vedere da nessuno. Penso che non vadano in un bar, in una tabaccheria, in un negozio, che stiano chiusi in casa, in ufficio o in cantiere. Possibile che noi gente comune passeggiando qui al Lido non sentiamo altro che parolacce e proteste contro di loro ?  Anche chi era incerto prima dello scempio, ora, dopo aver visto la mattanza forse è più accanito degli altri. Io inviterei i responsabili, ad esempio,  a salire in un autobus ACTV che passa davanti alla ex pineta  e sentire i commenti infuriati della gente. La parola più gradevole è “Vergogna!” Eppure loro, da quello che scrivono,  vivono nella loro illusione di aver salvato il Lido dalla morte, aver salvato la Mostra del Cinema, aver dato lavoro a  migliaia di giovani. Ma la gente comune, che ha la testa sulle spalle, non la pensa come loro. Avrebbero “salvato”  come dicono loro (ed è tutto da giudicare)  allo stesso modo costruendo il palazzo in altro luogo vicino (vedi altri progetti) senza abbattere la pineta!
Spiagge della Ciga grandi cambiamenti

Vorrei sapere se il Sig. Mosetto conosce bene la spiaggia della Ciga.
In particolare vorrei parlare della spiaggia del Des Bains e delle Quattro Fontane quella frequentata per la maggior parte da veneziani, lidensi e anche, da qualche  mestrino.
Io posso dire che conosco abbastanza bene la spiaggia delle Quattro fontane in quanto la frequento da soli 40 anni.
Conosce la clientela ?
Conosce l'età media dei suoi clienti ?
Purtroppo o forse per fortuna dovrebbe aggirarsi sui 50 anni.
Nella zona dove sono io la media aumenta in modo impressionante.
La clientela è una clientela abitudinaria e statica nel  tempo.
Le capanne sono di due tipi, quelle a carattere familiare e quelle a gruppi di amici  che dividono il canone della capanna che normalmente viene presa per tutta la stagione.
Le uniche variazioni che ho visto nel tempo sono solo, purtroppo, quando qualcuno passa a miglior vita.
Tutti si conoscono e c'é una grande aggregazione tra le file delle capanne.
Fanno eccezione i rapporti contro i componenti delle capanne troppo affollate e chiassose che normalmente vengono isolate dal chiamiamolo “clan” e l’anno dopo cambiano zona.  Capita spesso che gruppi di persone di capanne vicine si trovino anche d'inverno  per cene, per il gioco delle carte o anche per vacanze invernali insieme. 
La giornata si svolge quasi per tutti allo stesso modo: bagno mattutino, pranzo, riposo assoluto pomeridiano,  gioco della carte.
Praticamente, e tutti ne sono consapevoli, è una vita pressappoco da Casa di riposo che in questo caso è Spiaggia di riposo.
I giovani, naturalmente, disertano questo tipo di spiaggia.
Devo dire che quei pochi giovani che frequentano la spiaggia non sono assolutamente ben visti.
Il 90% delle discussioni tra i clienti si crea proprio a causa del comportamento dei gruppi di giovani.
Esempi:  atti vandalici nei confronti dei servizi della Ciga (docce, lavabi, bar).
Alterchi e questioni con i gestori dei bar ristoranti che arrivano al punto di allontanarli minacciando  di chiamare la polizia.
Questioni tra genitori e figlie che vengono accusate di provocare reazioni non proprio “educate” mostrandosi ai giovani “vu’ cumprà” di origine marocchina.
E qui nasce il grosso problema per i clienti: i “vu’ cumprà”.
Se c’è nell’intimo degli italiani una piccola vena di razzismo qui esplode.
La maggior parte del “clan” , e io assolutamente mi dissocio, diventa giorno per giorno sempre più razzista. L’adito lo da la presenza massiccia di venditori ambulanti nella spiaggia. L’argomento del giorno è sempre quello
“Basta, non se ne può più, sono padroni loro della spiaggia, sono tutti intorno ai servizi, sono lì che guardano quando le donne fanno la doccia, ogni due minuti vengono a vendere, entrano anche nella nostra zona privata, non bastano i marocchini adesso ci sono indiani e cinesi, dormono per terra vicino alle docce, nessuno li manda via, è ora di finirla….. “ ecc. ecc. 
Però dopo, comportamento classico degli italiani,  sono pronti a comprare tutte le cianfrusaglie che vendono trattandoli come amici e cercando di farsi vedere solidali con loro inconsapevoli che questo provocherà l’arrivo di altri (regola di mercato).   
Ma non vorrei andare fuori tema, torniamo al Sig: Mosetto.
Due sono le cose o anche lei è un  frequentatore delle sue spiagge e allora tutta questa descrizione non è servita a nulla in quanto ne è a conoscenza, oppure se mi ha letto, e le assicuro che quanto ho scritto è la pura verità, può chiedere a chiunque, le chiedo: “Come pensa di cambiare ? “ non lo chiedo con polemica, ma vorrei sapere veramente come cambierà la spiaggia dal prossimo anno. So che c’è del fermento tra i clienti che, con l’apertura del famigerato cantiere per il palacinema, oltre ad aver deplorato l’abbattimento della pineta, hanno paura che per un po’ di stagioni ci sia un gran disturbo e già pensano di cambiare spiaggia, ma lo pensano solo, perché le ho già detto che sono abitudinari e prenderanno la capanna anche quest’anno. Quindi non ci sarà un cambio di clientela. La spiaggia fino alle 23, buona idea, infatti sentivo che c’era un po’ d’invidia tra i clienti della Ciga e del Consorzio per l’apertura serale. Ma le consiglio di fare una prova magari un giorno alla settimana perché penso così che funzionerà, ma tutti i  giorni, con questo tipo di clientela, penso diventi un flop anche dal punto di vista delle spese per la Ciga che sarebbe costretta ad aumentare i prezzi.   
Attrazioni, bar aperti, musica alla sera.  Sì ma dove sono i giovani che verrebbero ? e i gestori che di giorno li mandano via per il loro comportamento,  di sera li accoglierebbero ? Forse verrebbero quelli che frequentavano i baretti che sono stati trasferiti nel lungomare ?
Aspetto con ansia un programma dettagliato sulle spiagge  che spero non sia come quello che è stato presentato per la cementificazione, che rovinerà il Lido, ma questa è un'altra storia.
A Venezia slitta l’alienazione dell’Ospedale al Mare.

Per dovere di cronaca a seguito dell'articolo del 30 marzo 2009 andrebbe precisato  che  nonostante la grossa battaglia che noi abitanti del Lido e il coordinamento di 10 Associazioni ambientaliste abbiamo fatto con la raccolta di 2746 firme e con tutta una serie di proteste (siti internet, blog, youtube, facebook con fimati, DVD, lettere ai giornali, un libro redatto dal sottoscritto con raccolta di tutte le petizioni, le lettere. le foto, gli incontri ecc ecc), la nostra controparte (Governo-Regione-Sindaco-Municipalità)  che era da tempo messa in guardia da noi per quanto sarebbe accaduto, ha iniziato lo stesso i lavori  procurando uno scempio devastante abbattendo una intera pineta di 88 pini marittimi e altri 50 alberi attigui in una zona protetta del Lido. Si tratta della pineta storica che si trovava al centro del Lido di Venezia nel piazzale del Casinò. Quando lo dicevamo noi non ci badavano, adesso, subito dopo l'abbattimento degli alberi, dicono quello che noi avevamo pubblicato centinaia di volte anche su manifesti e locandine: che non ci sarebbe stata la sovvenzione e che i lavori sarebbero rimasti fermi per anni. Tutte queste notizie da voi pubblicate oggi si sapevano anche ieri ma pur consapevoli hanno fatto un blitz mattiniero all’interno di un fortino che avevano creato antiprotesta  prendendoci  in contropiede è hanno prima spezzato (per non far rumore)  e poi segato  i 138 alberi.  Gli abitanti sono inorriditi  !   Uno scempio così  non si sarebbe mai immaginato  col benestare del  Sindaco (professore di estetica) e della Municipalità che per farsi eleggere avevano presentato un programma completamente opposto a quanto hanno compiuto.  I progetti alternativi c’erano e il nuovo Palacinema si poteva costruire senza l’abbattimento del verde. Al Lido di Venezia e iniziato, inoltre,  un enorme processo di deflorizzazione e di cementificazione, ma questa è un’altra storia.
Risposta al Sig. Mencini 
Sono contento che un politico abbia risposto alla mia lettera ai veneziani da un lidense.
E proprio un politico del gruppo verde che, secondo me, in contrasto con la "Dichiarazione sui principi ispiratori",  ha avvallato lo scempio del taglio della pineta del Casinò.
Di “apocalittico”, nella mia lettera, c’è solo il piazzale del Casinò come si presenta adesso e non credo lo neghi nessuno (vedi anche le disdette dei congressisti dopo il sopralluogo del posto).
Per il resto sfido il consigliere a contestare punto per punto quanto scritto, ma del resto ha già ammesso che “c’è molto ancora da fare e da lavorare”.
Io spero che non si faccia e si lavori col cemento a scapito del verde.
Non avrei mai pensato di dover, io, prendere le difese del verde nei confronti di un verde; e non mi si ripeta che era stato deciso da tutti nel 2004 (vedi risposta al sig. Giandomenico Mencini a pag. 31 del mio libro “Quando Golia batte Davide” da parte di Cristina Romieri). 
Sparare contro tutto e tutti ? io ho “sparato” solo contro gli scempi di questa amministrazione, leggendo la risposta sembra quasi che io sia anche contro gli ambientalisti del Lido, assieme ai quali sto battendomi (raccolte 2760 firme) e   continuerò a battermi (seguendo proprio la via corretta e costruttiva citata nella risposta) perché: “Un Altro Lido è Possibile”.

   
Amianto
Per favore vorrei che qualcuno mi spiegasse una cosa.
E’ stato trovato amianto sotto il piazzale del Casinò del Lido di Venezia.
Premesso che due mesi prima di allestire il cantiere sono stati fatti lavori di carotaggio  su tutto il piazzale con fori molto vicini gli uni agli  altri (ricordate che è stato perfino troncato un cavo Telecom con conseguente black-out degli uffici della mostra in un momento molto critico ?)
A parte che se si vanno a vedere le lettere al gazzettino del dicembre 2008 il sottoscritto aveva espresso più di qualche dubbio su quello che si poteva trovare scavando  (l'amianto c'è sempre stato  al Lido  specialmente sulla sabbia  quando  le capanne  erano quasi completamente in ethernit e con poco legno.  I pezzi rotti anche dei tetti sono stati per parecchio tempo sulla sabbia di tutte le spiagge Ciga e Alberoni).
Ma io vorrei sapere quale di queste ipotesi potrebbe essere quella valida:
1 - Avevano trovato l'amianto e hanno nascosto la notizia per tagliare subito gli alberi ed iniziare i lavori.
2 - La quantità  di amianto è  poca allora potrebbe essere anche una scusa per interrompere i lavori nascondendo il motivo vero, quello  della mancanza di fondi.
3 - Non c’è solo amianto ma anche altro materiale inquinante che si doveva trovare coi carotaggi ed hanno subito bloccato i lavori..
4 - La analisi dei carotaggi sono arrivate in ritardo e, senza aspettarle, nel frattempo hanno tagliato i pini.
5 - I carotaggi sono stati fatti tanto per farli ed è stato speso danaro pubblico per niente.
  
Qualsiasi sia una di queste ipotesi si intravede dolo da parte dei  responsabili o del cantiere o dei carotaggi, a meno che non ci sia un’altra ipotesi che non sono in grado prospettare. L’attendo da parte di qualche responsabile sperando in una ipotesi attendibile che  fughi tutti questi dubbi a me e ai cittadini del Lido che non volevano il taglio della pineta.
Anche l’Independent "piange" la spiaggia di Visconti.
Ma quale spiaggia di Visconti ?
Dimenticano, gli inglesi, che nell'immaginario collettivo si sarebbe dovuto trattare della spiaggia prospiciente l'hotel des Bains la cui facciata fu costruita in polistirolo espanso sulla spiaggia degli Alberoni. La scena  si sarebbe potuta girare ovunque,  a Jesolo o a Sottomarina.
Se sono tanto nostalgici della Morte a Venezia, anche per i suoi aspetti omo- pedofili, così tanto amati dagli abitanti di Albione, si riferiscano, semmai,  alla spiaggia del des Bains.
Tanto male ha fatto questo film (tra l'altro bellissimo e con un'eleganza stilistica eccezionale e con una colonna sonora straordinaria) all'immagine di Venezia nel mondo.
Un Lido  decadente  e senza  più vita né vitalità proprio in un momento, gli albori del 1900, in cui stava vivendo la sua creazione floreale del monde nouveau.
Ora, a causa di Donna Leon, che ha vietato la traduzione italiana dei suoi libri, gli inglesi conoscono solo il commissario Brunetti e colleghi,   in una Venezia che  passa per città corrotta e cinica.
Invece di farli "piangere" invitiamo gli inglesi tra le dune della spiaggia degli Alberoni e, conoscendoli,  apprezzeranno anche loro sia le dune e la fauna esistente, che la futura duna  degli Alberoni.
  
Il caos in piazzale del Casinò del Lido

- La zona non è del Comune ma è stata data in concessione alla Biennale ? - La Biennale non ha i cartelli adatti ? (sentito dire) - La segnaletica si contraddice ad ogni passo - La pista è ciclabile ma anche pedonale - Ci sono cartelli che indicano "cicli a mano"  ma ci sono anche quelli che dicono pista ciclabile e contemporaneamente marciapiede per pedoni - Gli ultimi  lavori sulla terrazza hanno ristretto il  marciapiede, alias pista ciclabile, che in certi punti è largo 108 centimetri e dovrebbe servire per il passaggio di biciclette e pedoni in due sensi di marcia! Ci sono dipinte per terra biciclette e pedoni e le frecce in due sensi di marcia ma all'uscita (altezza via Candia) diventa un solo senso. A causa della promiscuità (pedoni e biciclette) di chi sarà la colpa in caso di incidente? ognuno ritiene di aver ragione, sarà il ciclista ad investire il pedone o il pedone a non stare attento alle biciclette ? Naturalmente i vigili urbani (forse perchè la zona non è di loro competenza) non si fanno vivi. Ho visto la polizia che ferma solo macchine e moto disinteressandosi delle biciclette anche se percorrono la strada vietata e con il semaforo rosso - Cosa comporta tutto questo ?: Biciclette sui due sensi sia sulla strada (dove sono vietate) che sul marciapiede. Ciclisti e pedoni a rischio investimento che sul marciapiede si gridano dietro anche a causa dell'inesistenza dei campanelli sulle bici del Lido (non ha mai capito il perché). Le biciclette parcheggiate alla rinfusa occupano, poi, gran parte della pista/marciapiede.
Quanto meglio sarebbe stato spostare di pochi centimetri il recinto del noto scempio (area pini ora dell'amianto) e creare una pista ciclabile a fianco della strada? Ma naturalmente le cose logiche in quella zona non esistono è la zona dell'illogicità a partire dalla prima pietra, all'amianto, e in poi chissa per quanto tempo ancora.
Vesta e gli alberi

Ho visto delle risposte sul Gazzettino da parte di Vesta, noto che risponde solo quando è convinta di aver ragione e forse in quei casi ce l'ha. Allora vorrei richiedere a Vesta spiegazioni sul taglio dei famosi lecci del lungomare fronte Casinò al Lido ed in particolare vorrei sapere dal loro punto di vista come si è svolta tutta la storia antecedente all'abbattimento.
Ecco le 10 domande:
1) Risulta alla Vesta che prima dell'ottobre 2008 gli alberi in questione erano sanissimi e rigogliosi malgrado il maltrattamento per l'installazione dei cartelloni pubblicitari ogni anno per la Mostra del Cinema ?
2) Risulta alla Vesta che a causa degli scavi per i sottoservizi del nuovo placinema, contravvenendo al regolamento comunale, è stato scavato a filo d'albero e non ai tre metri previsti ?
3) Risulta alla Vesta che in tale occasione sono state amputate le radici di quegli alberi lato Casinò ?
4) Risulta alla Vesta che a causa del vento mentre gli scavi sono stati aperti per  più di due mesi (sempre contravvenendo al regolamento)  è caduto un leccio dalla parte delle radici troncate ?
5) Chi ha tagliato un mese prima di questo intervento una serie di alberi che si trovavano sulla stessa fila e senza nessun cartello?
6) Risulta alla Vesta che i "Gravi problemi statici" scritti sui loro cartelli sono stati creati e non naturali?
7) Come mai il giorno dopo del taglio degli alberi sono stati immediatamente piantati i pali per i cartelloni pubblicitari (ma questo non è di competenza Vesta e la domanda è rivolta anche ad altri)
8) E' vero come sentito dire da esperti (forse anche degli stessi abbattitori) che bastavano due pali per salvare molti degli alberi abbattuti?
9) Quali sono le motivazioni vere del taglio di questi alberi, quelle vere non quelle scritte sui cartelli?
10) Esiste una complicità tra Vesta e la direzione dei lavori del palacinema che fa sì che Vesta sia solo esecutrice di ordini senza metterci nessun parere professionale (vedi l'abbattimento dell'intera pineta e, specialmente, di 1/3 del giardino del Casinò)?
Giovanni Gusso
Leggo ora l'articolo di Lorenzo Mayer sulle speranze di  Giovanni Gusso di veder terminare le grandi opere e quindi di essere rieletto.
Io, come ho scritto più volte, sono solo un cittadino del Lido  che non si è mai  addentrato nella politica, ma permettetemi una piccola e forse dilettatesca analisi.
Cosa spera Giovanni Gusso ? Ha paura della maggioranza dei voti di centro-destra? Ma questa è una pura illusione. Non è della destra che deve aver paura, ma dei suoi ex elettori di centro-sinistra !
Raccogliendo con le Associazioni ambientaliste  le 2700 firme contro l'abbattimento dei pini del casinò ho potuto tastare il polso degli abitanti del Lido. Il principale colpevole degli scempi del Lido, per i firmatari, è proprio lui. Dalle interviste, che poi sono state pubblicate su internet, si capisce benissimo che  l'identikit di chi ha firmato è il cittadino di sinistra o di centrosinistra che si è visto tradire. Esisteva un  programma che prevedeva tutt'altro di quanto è poi stato fatto. I cittadini hanno votato la persona ma hanno letto anche il programma. Provate ad esempio che vada  a chiedere i voti agli abitanti di Malamocco che sono imbestialiti contro di lui. Mi risulta che hanno chiesto un incontro e lui non si fa vivo; pensate che se lo ricorderanno quando andranno a votare?
Non credo poi che all'interno dei responsabili e degli iscritti alle Associazioni Ambientaliste del Lido, apolitiche, ci siano simpatizzanti di centro-destra.
Io penso che se dal cilindro del centro-sinistra non uscirà un affidabile nome nuovo la prospettiva è di passare, purtroppo,  la mano sperando che almeno i "nuovi" ascoltino i problemi dei cittadini e dell'ambiente.  
Articolo sul Gazzettino
La protesta degli ambientalisti contro l’abbattimento dei pini marittimi in lungomare Marconi per fare posto al nuovo Palazzo del cinema del Lido diventa un libro. “Quando Golia batte Davide”. Questo il titolo del libro di Paolo Fumagalli lidense di 63 anni che ha raccolto, in una pubblicazione, gran parte della documentazione di questa vicenda che da mesi tiene banco al Lido. Il libro è stato pubblicato attraverso il sito www.ilmiolibro.it, dove si può trovare anche in vendita, del gruppo editoriale “L’Espresso”. Un racconto di 116 pagine corredate da fotografie a colori, lettere e articoli di giornale. «E’ il resoconto di una battaglia persa – scrive Fumagalli – ma l’esperienza non è stata affatto negativa».
L’isola verde
  
Cari amici veneziani che verrete, come ogni anno al Lido nelle "vostre" capanne (con quello che avete pagato in questi anni potrebbero proprio essere vostre) vi avviso: se quest´inverno non siete mai venuti al Lido preparatevi a delle novità. Come prima cosa, quando arriverete al Lido col vaporetto, non vedrete più il Lido alberato ma vedrete un Lido tutto case. Il filare alberato della riviera S.M. Elisabetta e di S. Nicolò e stato quasi tutto abbattuto. L´isola verde non esiste più.
Poi troverete ancora il terminal di S.M. Elisabetta in lavoro, anzi forse troverete i lavori fermi a causa del cedimento del piazzale e ai danni provocati al campanile e agli alberghi fronte laguna, non vedrete ancora la Madonna in cima del Tempio Votivo. Se passerete per il piazzale del Casinò preparatevi ad una scena desolante da film apocalittico americano, la pineta non c´è più, una parte del giardino del casinò è stato abbattuto. I lavori sono fermi (non ci sono soldi per continuarli? Hanno trovato materiale inquinante? Non troverete più le piattaforme delle dighe Zona A, Des Bains, Consorzio, 4 Fontane.
Preparatevi, però, ad una grossa novità annunciata dalla ex Ciga: ci saranno delle zattere ancorate al largo dove si potrà prendere il sole e, speriamo, verrà prolungato l´orario di apertura delle spiagge. Se poi tornerete a piedi dalla spiaggia percorrendo le vie interne, forse non ritroverete più gli angoli caratteristici in quanto mancano gli alberi che facevano parte dell´ambiente. Ad esempio gli alberi lungo i canali sono quasi del tutto spariti. Il verde è il nemico degli amministratori del Lido.
Guardate dove mettete i piedi perché il Lido è stato tutto asfaltato ma solo dove passa il Giro d´Italia, il resto è buche, radici, tombini non allineati, asfalto rattoppato, pozzanghere ecc. Vi avviso, inoltre, che quel poco di sanità che c´era negli anni passati, adesso è sparito del tutto. Vi ricordate Malamocco, quel bel borgo medioevale di pescatori (dove andate per la sagra del peocio), fate una visitina e vedrete come è stato trasformato adesso è diventato un bel paesotto di periferia come tanti altri nella nostra provincia. Troverete anche meno turisti che sono a conoscenza di questi fatti, non ci saranno congressi e sarà tragicomico vedere come si potrà svolgere la Mostra del cinema del 2009. Per ragioni di spazio devo interrompere, le altre cose ve le dirò a voce quando ci troveremo. Vi aspetto e ci auguriamo tutti una buona estate al Lido di Venezia.